... ed eccolo qua sotto l'ultimo tassello del domino, quello raccolto ed osservato a fiato bloccato, maschera di cera calata sul volto.
La mia mano che dal tasto del telefono torna al volante, settanta all'ora sulla via del mare, ricorda beibi.
Osservalo ora anche tu, il mio splendido tassello. Brescia mi aspetta e maybe it was waiting for us. O forse no, era Lisbona. Non ricordo gia' piu'.
Lay me down to crawl...
It takes the pain away
But could not make you stay
it's way too broke to fix
no glue, no bag of tricks
avanti che adesso sorride se corro e ne rubo il respiro l'odore il profumo, la luce attraversa scandaglia le ciglia e trafigge pupille che al buio pulsavano piano, catene avvolgevano a quei tronchi di quercia aggrinzita, ritorna il sangue a pulsare dopo anni passati come in rada ancorato ad immobili scogli che laceravano notti di urla celate e sudore tracimava copioso a imperlare pareti a proteggere poi da che cosa, ma ci sono pareti, ti giuro, e qual magnifico danno provare ad abbatterle se lo sguardo non passa attraverso
A volte i pensieri di un hobbit non sono di facile comprensione neanche per lionarrante...
... cosi' turbinava la testa, nella sua corsa tra nebbie e rami a sfiorare il sottobosco erboso, saltando oltre radici muschiate, tra cespugli compatti e tronchi nodosi.
Quella corsa in discesa non gli sembrava reale, in effetti. Questo posso affermarlo con certezza.
Ma schiccherato il primo tassello del domino, voglio vedere voi a provare e fermare la frana moltiplicante, cosi' lui.
Piu' correva il piccolo hobbit ed i suoi piedoni pelosetti acceleravano frequenza e balzelli, piu' la sua testa si alzava. Lievitava come pane croccante nel forno, si ergeva al di la' della nebbia, dei ricordi penosi, sopra le fronde piu' alte, come un enorme pupazzo di plastica con la pompa ad aria compressa inserita nel cuore.
Fu una corsa brevissima, quella. La luce che volteggiava in lontananza spari' quasi immediatamente, giusto il tempo di arricciare l'ombra di un sorriso, di sentirsi parte di quel domino, e poi giu', a terra, tra gli altri tasselli, irrimediabilmente piombato nel buio per lui abituale.
Succede.
A volte.
Cosi' mi dicono.
- devo solo saper aspettare - rimuginava l'hobbit Pennanera camminando nella nebbia.
Laggiu', tra un ramo ed una radice, intravedeva una piccola luce... un metro e sessantatre' di musica e sorrisi... forse
'... e non mi resta
che allacciare un paio d'ali alla mia testa...'
Muere lentamente
quien se transforma en esclavo del hábito,
repitiendo todos los días los mismos trayectos,
quien no cambia de marca.
No arriesga vestir un color nuevo y no le habla a quien no conoce.
Muere lentamente
quien hace de la televisión su gurú.
Muere lentamente
quien evita una pasión,
quien prefiere el negro sobre blanco
y los puntos sobre las "íes" a un remolino de emociones,
justamente las que rescatan el brillo de los ojos,
sonrisas de los bostezos,
corazones a los tropiezos y sentimientos.
Muere lentamente
quien no voltea la mesa cuando está infeliz en el trabajo,
quien no arriesga lo cierto por lo incierto para ir detrás de un sueño,
quien no se permite por lo menos una vez en la vida,
huir de los consejos sensatos.
Muere lentamente
quien no viaja,
quien no lee,
quien no oye música,
quien no encuentra gracia en si mismo.
Muere lentamente
quien destruye su amor propio,
quien no se deja ayudar.
Muere lentamente,
quien pasa los días quejándose de su mala suerte
o de la lluvia incesante.
Muere lentamente,
quien abandona un proyecto antes de iniciarlo,
no preguntando de un asunto que desconoce o
no respondiendo cuando le indagan sobre algo que sabe.
Evitemos la muerte en suaves cuotas,
recordando siempre que estar vivo exige un esfuerzo mucho mayor
que el simple hecho de respirar.
Solamente la ardiente paciencia hará que conquistemos
una espléndida felicidad.
*****
Ode alla vita (Pablo Neruda)
Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marca,
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi fa della televisione il suo guru.
Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle 'i'
piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore davanti all'errore e ai sentimenti.
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo,
chi è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l'incertezza, per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.
Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge, chi non ascolta musica,
chi non trova grazia in se stesso.
Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio,
chi non si lascia aiutare;
chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde quando gli si chiede qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.
Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità.
ok, ammettiamolo....
lionarrante e' andato in fissa con IuTiub...
ma quando s'inciampa in perle di conturbante serena bellezza come questa...
e quando tra l'altro accade che raccontino l'animo meglio di qualsiasi ricercato flusso di parole o sproloquiante pensiero...